sabato 27 febbraio 2010

a tempo


Questo è uno di quei periodi in cui tendo a macinare a testa bassa evitando ogni distrazione. Anche se spesso il tentativo fallisce, e io mi lascio piacevolmente distrarre.

Anche perchè so fin troppo bene che quando comincio a pensare "dopo farò...", "dopo ci penserò...", "dopo respirerò....", vuol dire che mi sto imprigionando da sola.

Là fuori la mia Mimosa Marzolina sta per fiorire e io mi autorecludo. Meno male che stasera è tornata la pioggia, così la reclusione mi sembra solo un vantaggio.

Cerco di mettere un po' d'ordine nei miei pensieri ma loro fanno come vogliono e rifiutano qualsiasi disciplina. Anzi, c'è un pensiero che io continuo a mettere in fondo alla fila e lui sgomitando si fa strada fino ad essere il primo.

Allora non posso fare a meno di ascoltarlo. E' lui che mi trascina davanti alla tastiera. Pare che scrivendo io sia più attenta a quello che ha da dirmi.

Così rallento, respiro e ascolto. Mi ascolto e mi sorrido.

Prendo tempo e mi metto a tempo.

Si, ogni tanto bisogna registrasi. Fermarsi un attimo e cambiare il passo.

Perchè la vita è ogni giorno, anzi ogni ora, anzi ogni minuto, anzi ogni istante...

non la possimo rimandare a dopo.

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