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venerdì 25 maggio 2012

camminando



Abbiamo bisogno di ridere e di piangere.
Non sempre riusciamo a farlo, spesso ci serve una causa, una causa esterna capace di innescare il processo.
A volte è un libro o una lettura, a volte una musica o solo un ritmo.
Oppure è una persona, tra le miriadi di persone che potrebbero attraversare la nostra strada, che quel giorno ci farà inciampare, suo malgrado e senza intenzione.
E così, a seguire, arriva l'effetto, il pianto o il riso, l'accettare o il negare.
A volte l'effetto non ha nulla direttamente a che fare con la causa che l'ha prodotto, ma sicuramente ha molto a che fare con noi stessi, con le nostre più intime e nascoste particelle, con l'inesprimibile e l'intangibile.
A volte è pianto, a volte riso.
Qualche volta è entrambi e allora è un inciampo fenomenale, da tenere nel cuore.

venerdì 1 maggio 2009

punti di vista

www.questipostidavantialmare.splinder.com


Sono ancora qui. Spalmata sull'asfalto, sotto lo schiacciasassi.

Ma non sto più male, anzi adesso che ha smesso di piovere comincio a vedere i vantaggi della mia posizione. Da qui sotto posso vedere la città al contrario. Devo sporgermi solo po', non troppo perchè così spalmata le mie dimensioni piane sono molto aumentate. A scapito di quelle tridimensionali.

Insomma sono restata qui sotto una settimana, proprio durante la pioggia. Mi sono lavata a fondo. Ho anche pensato di scomparire completamente, sciacquata via.

Ho visto moltitudini di piedi e gambe. Ma anche ruote di tutti i tipi e zampe.

E ho visto il rovescio dello schiacciasassi.

La sua solitudine nella pioggia mi ha intenerito. Così mi sono tesa al massimo, come una carta velina, e piano piano l'ho avvolto completamente.

Adesso è di nuovo tutto ribaltato. Ora sto sopra lo schiacciasassi, posso guardare lontano e lui non è più così solo nella pioggia.

lunedì 11 agosto 2008

silenzio




Finalmente la città ha rallentato, si è alleggerita.


Vagando per le strade, la sera tardi o la mattina presto, puoi vedere chiaramente che il manto stradale è un pochino più alto: come se stesse riprendendo fiato.


Se ti fermi e ascolti puoi sentirne il respiro.


E poi c'è il silenzio. Solo un pò, spesso interrotto, ma poi ripreso.


C'è il respiro di chi è rimasto, che si allarga un pò.


C'è una piccola solidarietà da sopravvissuti.


Mi piace questa parentesi. E' come un pisolino pomeridiano.


Un piccolo stop. Per ascoltarsi.

venerdì 25 luglio 2008

punto di vista


Punto di Vista fragrante di catrame, oggi.

Odoroso e fumante.


Mentre le vibrazioni ed il rombo delle macchine mi sconquassano,

cerco di attenuarne gli effetti ascoltando musica classica.

Con discrete cuffiette.

Socchiudo gli occhi e penso che potrei essere ovunque.

Protetta dalla cortina di fumo e fracasso,

lascio il sorriso parcheggiato sulla faccia

e parto per una fantasticheria,

dove il qui è ovunque

e tutto è possibile,

dove gli impedimenti sono solo banalità che mi sfiorano appena.


Mentre galleggio in questa atmosfera fumosa e irreale

la musica si interrompe per una citazione.

E' di Alessandro Manzoni, e dice:

"La musica non esprime nessuna idea, ma ne fa nascere a migliaia."