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venerdì 20 novembre 2015

facendo pace



Certe volte la strada della pace è nascosta.
Me la prendo con questo e con quello, litigo col tempo e anche con la temperatura. 
Evito di guardarmi allo specchio.
Poi all'improvviso mi ricordo, mi ricordo di me, di quello che posso fare, qualcosa di piccolo e apparentemente senza peso, un gesto che mi possa rappacificare. Dapprima con me stessa e poi, a cascata, con tutto il resto.
Ecco, tutto qui.

giovedì 10 gennaio 2013

pace


Benvenuto anno nuovo.
Benvenute nuove abitudini, o meglio nuovi propositi, intenti, intuizioni, tentativi.
Sì, bisogna provarci, continuare a provarci non arrendersi a ciò che di noi già sappiamo, non indugiare troppo sulla piega comoda della propria vita. Si può cambiare, sì.
La vita, noi... e tutto il mondo intorno.
Non serve dire "tanto mi conosco" no, non conosciamo i confini, la quantità oltre la qualità del bene e del male che possiamo produrre e/o subire.
Quello che posso dire è che devo rompere, devo rompere uno schema usato, e trovare pace.
Ed è pace la sensazione bellissima che mi godo mentre a tentoni cerco una strada nuova, un viottolo, un sentierino ma anche la pietra nuda. Sicura che la strada c'è, la mia, quella che costruisco a suon di tentativi, quella scolpita dalla voglia di cambiare, dal coraggio di superarmi.
Un passo avanti, per sedermi a riposare.

domenica 14 dicembre 2008

stato di pace apparente


Finalmente è notte. Mi godo il mio stato di pace. Per un pò.

Poi un dolore sordo si insedia. Sordo e perfido se ne sta lì a disturbare senza svelarsi completamente. Forse è un Tarlo. O forse un Grillo Parlante, sapientone e guasta feste, che mi domanda con insistenza se so dove sto andando.

Decido di affrontarlo e gliele canto. Primo, non c'è nessuna festa da guastare. Secondo, non c'è neanche una meta. Terzo, può sempre accadere qualcosa di magnifico e inaspettato.

E con questo ripristino il mio precario equilibrio e lascio che il sonno mi porti via.

domenica 16 novembre 2008

sublimato di pace


Provo un piacere profondo ad ascoltare la calma del mio stato.

Non è che questo si verifichi tutti i giorni. Anzi a dire il vero erano parecchie settimane che si faceva attendere.

Ma quando finalmente mi sento tranquilla, in pace, allora le idee cominciano a prendere forma.

Ora aspetto il tramonto, anzi un attimo prima. Riempio la vasca da bagno e mi regalo la carezza dell'acqua calda nel momento esatto in cui dalla finestrina sopra la mia testa posso vedere tutto lo splendore del sole che scompare.

Lasciando gru, grattacieli e nuvole tinti di rosso.

Sorrido sott'acqua pensando di essere una ragazza davvero fortunata.