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lunedì 6 aprile 2020

diario dalla quarantena

ventisettesimo giorno/esterno notte

e lì
sopra tutto
c'era la luna
ad inondare
il cielo
di quella sua
luce
lunare

giovedì 27 maggio 2010

lo stupore


Pensavo di sapere che prima o poi la mia barchetta avrebbe preso il largo. Ovvio certo che una barca non è fatta per stare sempre in porto o peggio tirata in secca sulla spiaggia.

Evidentemente quello che mi mancava era solo la piena fiducia nella sua capacità di navigare.

Così è stata proprio una bella sorpresa quando, passato il primo momento di incredulità e confusione, mi sono trovata in mare aperto a contemplare la bellezza di questa nuova posizione.

Il mare è calmo e profuma di salsedine, il vento è fresco sulla pelle scaldata dal sole.

E il cielo... il cielo stanotte era uno spettacolo. Piccole nubi incorniciavano spazi di blu intenso.

Mentre la luna galleggiava proprio nel mezzo.

martedì 27 aprile 2010

la luna, la pioggia e il gelsomino


Via via che i giorni passano l'ammasso di vegetazione incolta prende forma.

Si definiscono i verdi.

Compaiono i gialli mentre i rossi a volte vanno a finire nei rosa.

Per i bianchi no, non è ancora il momento e il gelsomino sospira impaziente mentre giorno dopo giorno viene a coprire tutta la finestra del bagno.

Io lo guardo ogni giorno, e lo annuso. Impaziente anch'io dei suoi fiori profumati.

Questa notte mi sono svegliata e avevo una visita.

C'era la luna, immobile nella mia finestra. Mi guardava, si lasciava guardare.

Si accendevano pensieri. Si innestava una nuova fantasticheria.

Mi confondo. Non so più che cosa ho inventato io e chi sta inventando me.

Ma la realtà mi sorprende un'altra volta.

E allora sorrido al nuovo pensiero mentre una caterva d'acqua viene a dare il sonoro all'immagine e a poco a poco cancella ogni cosa.