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venerdì 27 marzo 2020

diario dalla quarantena

diciottesimo giorno

certo è dura
-lo sanno tutti-la reclusione

una porta spalancata 
sul vizio della solitudine

certo sarà dura
poi
la riabilitazione

là fuori
oltre un pero fiorito

giovedì 26 marzo 2020

diario dalla quarantena

diciassettesimo giorno


cambio punto di vista
lascio entrare
le voci

ascolto

restando
come un ragno
nel mio angolo

domenica 22 marzo 2020

diario dalla quarantena

                                                                     tredicesimo giorno
Ieri primavera
oggi di colpo autunno
silenzio tutto intorno
solo il vento
sbatte qualcosa

mi chiedo se siamo tutti morti
e ascolto
e allora
piano piano
arrivano voci
e rumori
una sirena lontana
si avvicina

l'aria è fredda

ma il pero è fiorito
stamattina

mercoledì 26 dicembre 2012

il metro di paragone


Badando solo a se stessi qualche volta si può perdere il senso della misura, del bello e del brutto, insomma della realtà.
Mi viene in mente di nuovo la storia del dio Indra e della rete sospesa sopra al suo palazzo. Ad ogni nodo è legato un gioiello che riflette in sé la luce degli altri, rendendo la rete straordinariamente luminosa.
Così è il mondo delle relazioni dove ognuno, rispecchiandosi nell'altro, riflette la propria luce vitale ad un altro e un altro ancora.
Non importa la potenza, il colore o la forma di ogni singola luce: ognuna ha il suo perché, il suo caratterino, il suo certificato di esistenza.
Questa è la vita, dovremmo ricordarlo ogni volta che ci rintaniamo in qualche angolo oscuro.

giovedì 19 luglio 2012

coltivando





E' singolare come spesso la nostra debolezza, o una nostra debolezza, un nodo che non riusciamo a sciogliere e col tempo calcifica, può apparire forza.
Il fatto di non saper gestire un certo tipo di relazioni ad esempio e quindi scegliere strade diverse e solitarie, oppure navigare in superficie, evitando sia il mare profondo quanto le coste, alla lunga diventa un punto di forza.
Ma quello che credo è che la vera forza arriverà quando saprò non solo accettare ma anche amare la mia debolezza.
Sembra così semplice vero?

giovedì 18 settembre 2008

naufraghi


Mi sento come un naufrago che affida le sue parole, chiuse in una bottiglia, alle onde.

Ma sono un naufrago fortunato che ha trovato un bel posto dove stare ad ascoltare il silenzio.

A volte passano interi giorni senza bisogno di parlare. Resto concentrata sul filo delle mie idee che cerco di rendere visibili. Sono giorni perfetti, creativi. Sono giorni di solitudine frizzante.

Qualche volte la mia bottiglia ritorna, portandomi un messaggio delicato. Segni di altri naufraghi a cui piace ascoltare. Un intero mondo scritto tra le righe. Così non c'è bisogno di mentire, mai.
Grazie!