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giovedì 16 aprile 2020

diario dalla quarantena

trentasettesimo giorno

Il pero è sfiorito
ieri
complice una ventata

che tristezza
che dispiacere

non ci saranno più
poesie del pero

domenica 19 maggio 2013

Amarcord



La mia memoria ha una facoltà straordinaria nel conservare ricordi.
Che non è esattamente "il ricordare", in cui a dirla tutta non vado molto forte, è più un tener da conto, metter da parte.
Sono piccoli ricordi, piccole cose inermi oppure gesti, parole o colori, che all'improvviso si manifestano, magari allacciandosi ad un discorso che non c'entra davvero nulla, sono come citazioni, come note a fondo pagina che si ripetono più e più volte.
Le più insistenti sono quelle che mi riportano alle persone scomparse. Scomparse da questo mondo o semplicemente dal mio mondo. Queste ultime sono le più dolorose, sono citazioni a perdere, senza risposte e senza senso.
Per fortuna però, come un aria di primavera, o di neve, o un odore di pioggia, ecco che arriva una ventata di ricordi gentili, ricordi senza rimpianti, arrivano così, giusto per sfrucugliarmi un po' la malinconia.  

lunedì 2 gennaio 2012

la pioggia, i colori e la musica


Questa notte il cielo era bianco.
Spesso il cielo di Milano è bianco la notte, leggermente perlescente, lo vedo dalla mia finestra prima di dormire e mi emoziona sempre un po'. Certo non si può dire sia bello, ma affascinante sì, pieno di mistero, polveri sottili e promesse di pioggia...
E la pioggia è arrivata, come una musica, come un respiro, come una doccia calda che lava via anche la malinconia.
La malinconia già, il prezzo da pagare quando finalmente si smette di correre dietro a cose che non si fanno mai acchiappare.
Ma tutto ciò, insieme alla vista del minuscolo giardino monoporzione, è come un piacevole rito di purificazione da cui alla fine emergo tranquilla e calma, solo con qualche ideuzza in più che comincia a sgomitare per farsi ascoltare...

martedì 14 aprile 2009

acqua, luce, ombra.


Certe volte non cerco la luce.

Troppa luce e il sole là fuori mi mettono a disagio. Il mio animo oggi non è solare. Ha bisogno di ombra.

Ci metto un po' a capirlo. Penso anche che devo uscire, che ho solo bisogno di immergermi nell'acqua e nuotare.

Allora corro alla piscina, assaporando il piacere di scomparire sott'acqua per poi riemergere, di affidarmi completamente alle cure materne dell'acqua. Questo ieri, piscina chiusa. Poi oggi, nuovamente, piscina chiusa. Fine

Di nuovo a casa non mi resta che cercare l'ombra, oscurare gentilmente il sole. Quel tanto che mi consenta di vivere in santa pace la mia malinconia.

Perchè l'ombra non è altro che la parte di luce che non vediamo ma che ci consente di guardare oltre senza restare abbagliati.

Fine. Così va meglio. Per ora.