Badando solo a se stessi qualche volta si può perdere il senso della misura, del bello e del brutto, insomma della realtà. Mi viene in mente di nuovo la storia del dio Indra e della rete sospesa sopra al suo palazzo. Ad ogni nodo è legato un gioiello che riflette in sé la luce degli altri, rendendo la rete straordinariamente luminosa. Così è il mondo delle relazioni dove ognuno, rispecchiandosi nell'altro, riflette la propria luce vitale ad un altro e un altro ancora. Non importa la potenza, il colore o la forma di ogni singola luce: ognuna ha il suo perché, il suo caratterino, il suo certificato di esistenza. Questa è la vita, dovremmo ricordarlo ogni volta che ci rintaniamo in qualche angolo oscuro.
Turbinii e turbamenti certo mettono un po' di disordine. Arrivano lì, dove pensavi di lasciare una parete bianca, e all'improvviso dipingono un baffo rosso, così, giusto per creare disordine, disordine e confusione. Poi rosso per dire, perché a ben guardare forse non è rosso ma viola, o blu. La luce accende il colore o lo spegne, a suo piacere. Un raggio di luce invisibile che incontrando un prisma si scompone in mille colori. Non ci è dato sapere quale sarà il colore prevalente, così come non sappiamo chi sarà luce e chi prisma.