Per prima cosa è bene sapere che Sublimato di Tenerezza è tutto fuorché una cosina sdolcinata. Lo so che il cioccolato bianco ha questa fama, e di per sé è anche meritata. Non in questo caso però. Il motivo si nasconde sempre in ciò che non vediamo, ma non solo. Qui a confondere le acque - o i sentimenti - ci si mette anche quello che vediamo: il bianco del cioccolato con il verde del pistacchio. Bene, confesso che il pistacchio non c'entra. Non c'entra nulla, o quasi. Comunque la sostanza è proprio questa, ciò che appare debole - o tenero - è forte, e viceversa. Lui nasconde un'anima portentosa in un guscio fatto di delicatezza. Una volta ho chiesto a uno che voleva fare il duro - uno che diceva di poter mangiare solo fondente 99,9% - di assaggiarlo ad occhi chiusi. Lui l'ha fatto, e la sua faccia è diventata così bella e tenera che mi ci sono tuffata dentro, fino a innamorarmi. SUBLIMATO DI TENEREZZA, rimedio per insufficienza emotiva: stimolante nei preludi amorosi, lenitivo nei postumi dolorosi. Cioccolato bianco ripieno di limone semi-candito alle spezie forti.
Tornando a casa quando è buio l'odore è già quello delle sere d'estate. Stasera però ho negli occhi i colori di Ivano ma non solo. Pedalo piano pensando a quanto possiamo fare per rendere la nostra vita un'opera d'arte. Quanto più la salita è dura quanto i colori sono vivi, vitali di una vita propria, o forse di noi. Ci vuole tanta forza certo, bisogna andarla a stanare proprio lì, nel nostro centro. Credo proprio che ci sia questo dentro a questi colori. Grazie Ivano!
al di là del muro la prateria al di là del muro l'oceano al di là del muro tutti i desideri al di là del muro un altro muro e poi ancora un altro e un altro ancora al di qua del muro la fatica la fatica capace di creare la crepa lo spiraglio di luce l'alito di speranza per impastare la forza per tirar giù tutti i muri, uno dopo l'altro e ogni volta ti sembra di non farcela più e invece inaspettatamente ogni volta è più facile perché la fatica ti allena e la sfida ti diverte...