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domenica 21 aprile 2013

terapia 3


Dai retta alla Camilla. Giusto, lei che gli omini dello stress li ha studiati a fondo mi stressa dicendomi che devo assolutamente ricominciare a nuotare, devo nuotare per me e contro di loro, li devo combattere sul piano fisico, chiaro?
Così oggi l'ho fatto, sono tornata in piscina dopo quasi un anno. Con calma mi accomodo nell'ultima corsia, quella della lentezza, e comincio a nuotare piano, pianissimo, concentrandomi solo sul respiro. Inspiro ogni 4 bracciate cercando di visualizzare i miei polmoni che si dilatano. A tratti questa immagine viene scalzata da quella degli albumi che si montano. Va bene lo stesso, continuo, riparto da zero, cerco il ritmo, cerco il respiro profondo. Fatica, le prime dieci vasche mi sembrano cento e dopo 40 minuti scopro di aver battuto il mio peggior record personale con sole 30 vasche. E per di più sono sfinita, ma credo di averne affogato un bel po' di quei dannati omini dello stress.
Esco in tempo per scoprire che piove di brutto ma riesco a introdurmi in una parentesi asciutta per pedalare fino a casa senza bagnarmi. 
Mentre salgo le scale spavalda e fiera di me, devo constatare che mi tremano sia i gomiti che le ginocchia, ma nella mia testolina  c'è solo acqua fresca e nessun pensiero, tranne forse quello di scrivere questo post, per ricordarmi e per ringraziare Camilla, la mia nipotina.

martedì 22 giugno 2010

acqua, sole, vento.


L'acqua resta lì, nella vasca a disposizione. Accogliente.

Il pomeriggio può anche capitare di trovarla solo per te.

Un'intera piscina solo per te. Un vero lusso e una grande fortuna.

Nuotare a sazietà, pensare a sazietà.

Poi il sole che quando si unisce al venticello sottile sa produrre fantastiche carezze.

Giusto per farti pensare che non c'è niente di meglio, non c'è niente di ottimo, al di fuori di quello che riusciamo a percepire.

Poi ti distrai un attimo ed ecco che i pensieri, gli stessi pensieri, si ricompongono in un modo del tutto diverso. Direi inedito.

E la luce, e il sole stesso, e il vento di colpo ti parlano in modo diverso. Ti svelano un altro mondo.

Un mondo che francamente ti era sfuggito, e di cui ancora fai fatica a capire il significato.

Non resta che respirare a fondo e guardare avanti.