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mercoledì 24 settembre 2014

tanto




Manco da tanto. Quanto tanto? 
boh non so, dipende.
Manco e mi manco, nel senso forse che sbaglio la mira.
O, più semplicemente, mi mancano i miei momenti qui.
Già perché entrare qui e avere qualcosa da scrivere
o avere voglia di scrivere qualcosa.
Pensare che sia importante scrivere qualcosa
o che sia importante quel qualcosa che si vuole scrivere.
Non è proprio la stessa cosa.
Quello che penso oggi, proprio in questo momento, è che va bene ogni cosa purché sia fatta con coscienza e passione.
Qualunque cosa sia.
Non è il fatto in sé. 
È la nostra partecipazione, la qualità della nostra partecipazione, che rende un  piccolo-semplice-innocuo fatto o gesto o scritto o pensiero, assolutamente e squisitamente unico.

domenica 17 giugno 2012

soku


 Soku: qualcosa che è già qualcos'altro.
Già ma a volte constatare che proprio quel qualcosa si è trasformato e forse è sparito per sempre dal nostro orizzonte può essere triste, molto triste. 
Ma è proprio questo il nostro limite, quello che ci impedisce di vivere la realtà in continua trasformazione come qualcosa di naturale.
Qualche giorno fa ho letto, non so più dove, che la razza con più probabilità di sopravvivenza nel futuro non sarà né la più forte, né la più intelligente, ma sarà quella che avrà sviluppato maggiormente la capacità di adattarsi.
E lo spirito di adattamento non ha davvero nulla a che fare con la rassegnazione o la non volontà di combattere per una giusta causa.
Lo spirito di adattamento ha piuttosto a che fare con la profonda comprensione che la vita è soku: qualcosa che è già qualcos'altro, e che la nostra mente per soppravvivere e farlo anche bene, deve necessariamente diventare elastica e ricettiva, molto elastica e ricettiva... capace di cogliere le impercettibili scintille del cambiamento e di farne motore creativo per la propria trasformazione!

sabato 7 gennaio 2012

vacalescenza



Con una bella faccia da luna piena mi godo i privilegi del riposo per giusta causa.

Già, facile quando sono tutti in vacanza, ma intanto sto passando un mucchio di tempo per conto mio, senza tempo e senza sveglie che suonano, con la possibilità di spaziare dalla lettura ad una prova per un nuovo soufflé, dalla scrittura ad un nuovo cioccolatino che urla per essere immediatamente sperimentato... e che sarà mai? forse un Sublimato d'Impazienza?

Ma tant'è che avere ogni tanto il privilegio di ignorare il passare delle ore è fondamentale per generare un nuovo processo creativo, proprio quando pensavi di aver dato fondo a tutte le tue risorse, quando ti sentivi spremuta e incapace di immaginare qualcosa di nuovo al di là del tuo naso, ecco che proprio allora, come danzando, si fanno avanti le nuove risorse, le nuove idee, i nuovi progetti.

E sono lì, nitidi finalmente, fuori dalle nebulose dell'incertezza, dell'insicurezza.

Avevano solo bisogno del loro spazio, tranquillo.

Grazie!