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lunedì 31 agosto 2015

L'ultimo pisolino


Sacrosanto. Ambito e guadagnato
ne faccio tesoro, metto da parte il ricordo di questa leggerezza-penombra
luce che filtra attraverso le veneziane
ricordi di amori passati
gioia - commozione - determinazione nuova, tutto insieme in questo pomeriggio dell'ultimo di agosto.
Poi queste parole, di Tagore, che vorrei mangiare e fare mie:

"Chissà perché - io stesso non ne ho idea -
la mia vita si è svegliata dal dormiveglia, ora
dopo tanti anni?
La mia vita si è svegliata dal dormiveglia, ora.
C'è molta acqua; le onde si alzano e si gonfiano.
Il desiderio della vita, la passione per la vita-
non potevo rimanere chiuso in me e respingerla.
Il monte, rombando, scuote e fa tremare la terra.
Le rocce, rombando, franano.
Le onde spumeggianti, ruggendo, si gonfiano
e scrosciano furiose.

Dando voce ai pensieri del mio cuore,
cantando la melodia del mio cuore,
più generosamente offro la mia vita, più essa sgorga in abbondanza.
È inesauribile.

Ho molte parole da dire, molte canzoni da cantare.
La mia vita trabocca: trabocca di gioia, trabocca di sogni.
La vita trabocca in estasi.
Cos'è paragonabile a una simile gioia?
A una simile bellezza?"

TAGORE - I CANTI DEL MATTINO - IL RISVEGLIO DELLA CASCATA

domenica 22 aprile 2012

mareggiata


La mareggiata mi viene in aiuto.
La mia testa era ovattata, le ossa mi facevano male e quel sole là fuori era una provocazione, un invito seducente che dovevo ignorare.
Così è arrivata la mareggiata.
Ho chiuso il portone e sono salita nella stanza più alta a godermi lo spettacolo.
Lasciando che ogni pensiero, ogni semplice delicata intuizione, potesse avere la sua dose di temporale, acqua vento e sale, fino a trovarne il suo equilibrio.
Non è poi così difficile darsi retta, ma quante volte me lo devo dire?

domenica 14 febbraio 2010

fusion


Sono giorni strani questi.
Ieri mattina per esempio ho sentito che c'era qualcuno alla porta. Certo non avrei mai pensato a tanto.
Il fatto è che con la testa impegnata a risolvere problemi pratici ultimamente sono rimasta parecchio con i piedi per terra. Niente voli di fantasia insomma, neanche per andare al Faro a controllare la situazione.
Ovvio che sono rimasta di sasso quando l'ho visto presentarsi alla mia porta.
Ma la cosa che più mi ha commosso è che questo Faro, cosi uguale a quello che avevano disegnato i miei acquarelli, mi è arrivato direttamente dalla mia seconda vita, cioè da un tempo e da un luogo in cui i Fari non andavano proprio per la maggiore.

Si, lo so che tutto ciò sembra un po' confuso e incomprensibile ma in realtà si tratta solo di un singolare caso di con-fusion...