ora è la pioggia, la pioggia di novembre, lieve e sottile, malinconica e romantica, intima. Sì è la pioggia che mi ci voleva per ritrovare intimità con me stessa, me stessa che si dimentica di sé per immolarsi nel lavoro/piacere, per fondersi insieme al cioccolato in un unico progetto dove io non sono altro che la mamma, la maestra e l'amante dei miei cioccolatini. Bene, grazie alla pioggia oggi esco in punta di piedi, senza scarpe, camminando nelle pozzanghere della mia immaginazione, esco un attimo dalla dedizione totale alla nobile causa del cioccolato per dedicarmi alla mia personale piccola causa. Per questo la pioggia mi è preziosa, a cominciare dal suono grazioso che risuona musicale nel cortile...
Corale nel senso che viene dal cuore, sì lo so non è proprio esatto, forse bisognerebbe dire "cuorale"... ma credo che sia anche peggio. E poi la comunicazione a cui sto pensando non è solo di cuore ma è anche corale in quanto ben orchestrata: diverse voci che concorrono a formare un unico coro, con tutte le sue sfumature di tono, calore, colore e personalità. Una bella soddisfazione per una che ha sempre dovuto cantare senza far uscire la voce per non disturbare, appunto, il coro. Così è la comunicazione tra persone rese speciali dalla gioia di condividere stesse passioni, difficoltà e speranze. Così è una giornata spesa per lo più a badare a me stessa, col giusto sottofondo musicale che mi fa sorridere, alzare le braccia e muovere i piedi nella mia speciale danza di gratitudine.