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lunedì 5 marzo 2012

a perfect day


E' bello quando un giorno perfetto ti casca proprio di lunedì, già perchè è come un regalo in più, una bella sorpresa in un uovo da quattro soldi...
Un giorno libero, la pioggia, la casa e il silenzio. E la solitudine che mi permette di srotolare la giornata come mi pare, saltando da un'idea all'altra, da un'emozione all'altra, da una fantasticheria all'altra. Senza fretta, senza dover concludere nulla, senza dover dimostrare nulla. A nessuno ma soprattutto a me.
Trovare lo spazio che serve al cuore per contenere tutta la contentezza e la malinconia di questo istante. E scoprirlo elastico, molto elastico.
Esercitarmi a fondo nell'arte della felicità, molto a fondo.
Gracias a la vida. Que me ha dado tanto...
Gracias a Violeta!

martedì 6 luglio 2010

suoni


Silenzio. Caldo, si. Ma se sto ferma non lo sento.

Poi all'improvviso un suono. Gentile. Ma che cos'è? Da dov'è arrivato?

Forse l' ha generato il mio cuore stesso, commosso dalla purezza di certi istanti solitari.

Poi a quel suono se ne aggiunge un altro, e un altro ancora. Potrebbero essere campanelle o meglio sonagli, appena scossi dal vento.

E così, suono dopo suono è una musica quella che si sta creando.

Come la vita.

Emozione dopo emozione fino a creare un tessuto. Un tessuto armonico.

Ascolto meglio. Non sono note a caso generate dal vento. Ci deve essere una mano dietro a tutto ciò. Forse solo un bambino con uno xilofono, forse un musicista. Comunque un anima.

Io me ne approprio come fosse un regalo. Solo per me.

martedì 12 maggio 2009

acqua


Pare che quaggiù ci siano i miei elementi preferiti: l'acqua e la penombra. Anche se la penombra è un po' esasperata. Direi che è quasi buio.

Continuo a non aver paura, ma non posso neanche dire di sentirmi felice. Nonostante la presenza dell'acqua. E della penombra certo.

Ho un desiderio fortissimo di immergermi. Nuotare fino a stancarmi e poi lasciarmi trasportare. Avvolgermi d'acqua.

Ma qualcosa mi dice che potrebbe essere pericoloso. Cerco di mantenere il buon senso e ripercorro il canale cieco lungo il bordo.

Arrivo ad una specie di Piazza dell'Acqua, dove convergono diversi canali. Qui è più chiaro perchè le prese d'aria sono più grandi e più numerose. Probabilmente sono proprio sotto ad una vera piazza. Penso se qualcuno là sopra si è accorto della mia sparizione. Chissà se lo schiacciasassi correndo verso la sua fidanzatina ruspante si è reso conto che io scivolavo sotto terra? E l'Uomo del/da Marciapiede sfuggito ai ghisa starà cercando con lo sguardo un movimento di carta velina che possa fargli individuare il mio percorso?

Torno con i piedi per terra, anzi sotto terra, e perlustrando la Piazza dell'Acqua vedo che c'è una barchetta ormeggiata.

Adesso che so come uscirò di qui mi sembra fin troppo facile e decido di prendermela comoda. Salto sulla barca e mi distendo sul pagliolo.

Da questa posizione posso vedere la volta che riflette a tratti l'acqua, mentre mi lascio cullare finalmente posso ascoltare un silenzio nuovo, fatto di un lievissimo tintinnio. E' come se fossi dentro ad uno strumento musicale, una sorta di grande arpa ad acqua. Mi sembra di aver trovato quello che cercavo, la mia musica.

Con questo pensiero mi sento sorridere e mi lascio andare al sogno. Resto qui, ancora un po'.

venerdì 25 luglio 2008

punto di vista


Punto di Vista fragrante di catrame, oggi.

Odoroso e fumante.


Mentre le vibrazioni ed il rombo delle macchine mi sconquassano,

cerco di attenuarne gli effetti ascoltando musica classica.

Con discrete cuffiette.

Socchiudo gli occhi e penso che potrei essere ovunque.

Protetta dalla cortina di fumo e fracasso,

lascio il sorriso parcheggiato sulla faccia

e parto per una fantasticheria,

dove il qui è ovunque

e tutto è possibile,

dove gli impedimenti sono solo banalità che mi sfiorano appena.


Mentre galleggio in questa atmosfera fumosa e irreale

la musica si interrompe per una citazione.

E' di Alessandro Manzoni, e dice:

"La musica non esprime nessuna idea, ma ne fa nascere a migliaia."