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sabato 28 marzo 2020

diario dalla quarantena

diciannovesimo giorno - esterno notte


Oltre il pero
una luce
una finestra illuminata

perché tanta emozione?

fiori rossi sul davanzale
non posso smettere di guardare
rapita
ipnotizzata

ricordi evocati
riaffiorano

e fanno chiasso
nel silenzio
notturno



mercoledì 8 novembre 2017

Sospensione di Nostalgia




Sospensione di nostalgia nasce dalla bellezza.
La bellezza di quello che abbiamo già vissuto, dal voler riconoscere, accettare e comprendere lo stato di nostalgia così com'è, e trasformarlo in un'emozione creativa.
Nostalgia insomma non come zavorra che ti inchioda a situazioni passate ma semplicemente come piacere, piacere che sopravvive a ciò che è stato, che ne cristallizza la bellezza e la conserva, come un bel ricordo. Un prezioso ricordo, profumato di rosa. 

SOSPENSIONE DI NOSTALGIA, favorisce la memoria creativa: purifica i ricordi dal sapore amaro del rimpianto e protegge le emozioni.

Fondente 70 % ripieno di ganache alla rosa e mandorla


domenica 19 maggio 2013

Amarcord



La mia memoria ha una facoltà straordinaria nel conservare ricordi.
Che non è esattamente "il ricordare", in cui a dirla tutta non vado molto forte, è più un tener da conto, metter da parte.
Sono piccoli ricordi, piccole cose inermi oppure gesti, parole o colori, che all'improvviso si manifestano, magari allacciandosi ad un discorso che non c'entra davvero nulla, sono come citazioni, come note a fondo pagina che si ripetono più e più volte.
Le più insistenti sono quelle che mi riportano alle persone scomparse. Scomparse da questo mondo o semplicemente dal mio mondo. Queste ultime sono le più dolorose, sono citazioni a perdere, senza risposte e senza senso.
Per fortuna però, come un aria di primavera, o di neve, o un odore di pioggia, ecco che arriva una ventata di ricordi gentili, ricordi senza rimpianti, arrivano così, giusto per sfrucugliarmi un po' la malinconia.  

domenica 10 luglio 2011

Jules e Jim


A consacrare la strana alchimia di questa domenica in bilico tra ricordi e desideri sono arrivati anche loro: Jules e Jim con l'amata Catherine.
Penso di averlo visto tre volte, a cadenze quasi ventennali, ma ogni volta la sensazione è diversa e i miei ricordi in larga parte non coincidono.
Come mai nel mio ricordo il ménage à trois trovava il suo sublime equilibrio, fino alla corsa in auto sul ponte, in cui rivedo tutti e tre cantare felici e complici fino al tuffo finale?
Così come pensando alla prima volta che lo vidi ho ben presente il cinema Rubino, che con le sue proiezioni mattutine dava un nobile asilo alle nostre bigiate da scuola, ma anche i giuramenti di etern
a fedeltà e le lacrime calde mischiate ai baci nel buio.
Eterna fedeltà assoluta al momento.

mercoledì 16 giugno 2010

pioggia


Pensavo che un giorno di pioggia era quello che mi ci voleva.

Per impigrire la giornata, per mangiare malinconia già a colazione.

La finestra aperta, il profumo del gelsomino bagnato. Così diverso dal gelsomino notturno. Già, le tante anime del gelsomino, ognuna con un odore diverso.

Proprio come noi.

Volevo approfittare della pioggia per stendere la mia memoria sul balcone. Volevo che l'acqua piovana la lavasse dai ricordi che bruciano, scottano, agitano.

Ma non ho saputo resistere, l'ho dovuta subito ritirare.

Sono troppo gelosa dei miei ricordi. Non vorrei lavarli via mai.

Continuerò ad accarezzarli fino ad addomesticarli. Così non faranno più male.

lunedì 10 maggio 2010

lati oscuri


Alla fine è successo. Peccato non accorgersene proprio nel momento esatto.

Erano giorni che gli facevo la posta. Volevo appropriarmi del momento in cui la prima corolla si sarebbe aperta liberando solo per me il suo profumo.

Un profumo così preciso eppure così diverso.

Quello che si sente in Sicilia, in qualche isola, quello che poi diventa un gelato così delicato da farti desiderare di restare lì per sempre.

Quello che si sente in Toscana, quello che ho cresciuto io stessa, e quello selvatico che ricorda il mare anche se cresce sull'appennino.

Ed infine questo, carnoso e profumato anche se milanese.

L'ho scoperto questa notte, aprendo la finestra per ascoltare la pioggia, mi è arrivato immediatamente al cuore, passando per il naso.

Non immaginavo certo che avrebbe potuto scatenare tutta questa baraonda di ricordi e sensazioni.

L'odore del mare, il vento, la banchina bagnata, il traghetto, il nodo in gola, la sensazione di fine, il dolore.

E poi ancora il sole, l'aria sottile, la frescura, il lavoro, la fatica, andare avanti, non domandarsi, non chiedere, la solitudine, la paura, la fine.

Meglio richiudere la finestra. Questo gelsomino è sbocciato con un bagaglio troppo pesante.

Meglio lasciarlo fuori. Insieme alla notte, insieme alla pioggia.

venerdì 5 giugno 2009

ricordi componibili


In questo ritorno nei luoghi della mia prima vita riaffiorano a tratti i ricordi. Ogni volta che ci ritroviamo in due o tre amiche di allora è inevitabile tornare a rimestare nel pentolone dei ricordi.

Ho potuto notare che per lo stesso fatto ognuno ha la sua personale versione indiscutibile e che spesso i ricordi non combaciano.

E' stato fin troppo facile pensare che la strada della demenza senile era ormai aperta e noi tutte la stavamo imboccando allegramente.

Poi mi sono allontanata un po', ho seguito la discussione guardandoci dall'esterno. E allora ho potuto vederlo: un grande unico ricordo formato dalle nostre diverse, personali, soggettive percezioni. Come un grande pachwork. Non è lo stato della memoria a garantire la fedeltà dei ricordi. Quello che resta indelebile è determinato da come ognuno di noi ha vissuto quell'evento.

Ho dovuto vedermi nel ricordo delle altre per scoprire che la mia autostima era proprio rasoterra.

Dovremo per forza ritrovarci tra venti o trent'anni per ricordare quella volta che abbiamo cucito insieme i ricordi di ognuna.

Sono curiosa di vedere che razza di pachwork verrà fuori allora.