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domenica 19 agosto 2012

calura estiva

Roy Lichtenstein

Quando perdo il senso del tempo, del caldo e del fresco, del sonno e della veglia, allora nuoto in uno spazio magico.
Ci vuole pazienza, tempo e molta fiducia, bisogna lasciare che il respiro interiore si faccia strada in mezzo ai pensieri stantii e che li rigeneri, oppure li uccida.
Sì lo so che  uccidere è una brutta parola ma con certi pensieri molesti bisogna farlo.
Commettere questa piccola violenza è indispensabile per ossigenare anima e cuore.
I pensieri uccisi non sono vuoto a perdere. Ad essi spetta una sepoltura in pompa magna affinché il loro ricordo non si spenga.
Conservo in un cassetto del cuore ogni pensiero che ho ucciso. Ad essi offro ogni giorno un sospiro vitale, affinché possano rinascere migliori.

giovedì 30 luglio 2009

sottotetto bollente


Va bene lo ammetto: questa notte anch'io ho sofferto il caldo. Le pale al soffitto pareva spostassero aria fritta e i miei pensieri sono andati presto in ebollizione.

Non è tutta colpa del caldo però. La verità è che in questo periodo il mio cervello è sovraeccitato.

Questo lavoretto estivo della portinaia occasionale mi consente fantastici voli di fantasia. E la mia fantasia non si accontenta di fantasticare, lei deve costruire.

Così mi trovo ad avere circa nove ore al giorno a disposizione per pensare, leggere, scrivere, disegnare e progettare.

Ed è talmente abbondante il bagaglio produttivo che ancora di notte sono lì a spostare mentalmente concetti e intuizioni da un progetto all'altro.
E al mattino mi ritrovo a riscrivere, rivedere e ristrutturare il lavoro del giorno prima.
Se continuo così mi toccherà fare gli straordinari.