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martedì 13 giugno 2017

prendendo tempo



Prendo tempo, il mio tempo.
Per farlo abbandono anche la bicicletta, prendo solo i piedi.
Mi guardo in giro, guardo le facce, alcune sorridono.
Le più sono altrove, ascoltano oppure parlano... musica, parole, gridano. Tutti corrono.

Esco un po' prima, vado al lavoro.

Cammino di buon passo, guardo i negozi, respiro gli odori, guardo le piante - mi piacciono quelle in alto, sui tetti - guardo le case, le strade, i cani. I cani mi fanno ridere.
Arrivo cinque minuti dopo - o cinque prima, a volte - arrivo allegra.

Ho investito il mio tempo per godermi il viaggio. 

martedì 3 marzo 2015

elogio dei piedi


Certo che per andare avanti e indietro in piacevolezza hanno dovuto scendere ben in basso, ma ne valeva la pena.
Pensavo che sarebbe stata dura a volte senza un auto, poi ho goduto di un'impagabile sensazione di libertà, ogni volta che ho attraversato la città in bicicletta.
Un po' disturbata da tutte quelle auto per la verità, un po' stressata dal traffico, un po' spaventata a volte, un po' arrabbiata, spesso.
Così quando ho cominciato a scoprire la bellezza dell'andare a piedi ho capito che senza è meglio:
senza auto
senza bicicletta
senza fretta
Grazie ai piedi, ma anche grazie alla mente che gentilmente evita di formulare pensieri compiuti, grazie agli occhi che possono incantarsi dove più gli pare, al naso che riesce a selezionare il profumo del pane appena sfornato, ma soprattutto grazie al cuore che si rallegra e si commuove ad ogni passo confermandomi che sono proprio una ragazza molto fortunata!

lunedì 20 ottobre 2014

touchè



È una vera meraviglia, qualcosa che mi stupisce prima ancora di rallegrarmi. 
Poi certo mi rallegro, perché oggi l'essere toccata è una vera squisitezza, un boccone prelibato e raro, l'infrangersi improvviso di uno stato inerme.
Grazie, grazie alla vita...

domenica 10 agosto 2014

cielo


Mi siedo e aspetto
guardo il cielo e respiro.
Cielo bianco, bianco e basso.
Respiro e aspetto.
È cielo.
A prescindere.

giovedì 26 giugno 2014

viva milano



Quando vivevo in paradiso provavo a volte una sensazione di disagio.
Troppa bellezza mi imbarazzava e subito me ne facevo una colpa... vedevo me stessa inadeguata, sbagliata, impura perché quella luce così perfetta metteva in evidenza tutta la mia carenza di perfezione.
Vivo molto meglio all'inferno, nella caotica imperfezione delle infinite anime della città, cercando un orizzonte che non è mai uguale, che non è mai pulito ma sempre contaminato, da "eventi", polveri sottili o da grosse costruzioni, da specchi e boschi inventati che si riflettono l'uno nell' altro come a voler cercare una fusione ideale...
Ma più di tutto mi piace guardare la vita, le vite, la forza incredibile, l'energia e la fantasia che si ricrea ogni giorno, in un misto variegato che comprende il mondo. Con tutta la sua vitale imperfezione.

venerdì 28 marzo 2014

pollici


Pare che dal mio famigerato pollice nero stia emergendo un timido pollice verde.
E' vero che negli ultimi anni ho assassinato 3 kentie, una mimosa e svariate piantine di cui non sono stata nemmeno capace di imparare il nome, vero ma...
sembra che a partire proprio dal primo gennaio, quando un ciclamino, peraltro color ciclamino, ha voluto omaggiarmi di una fioritura inaspettata sulla finestra della cucina, beh da quel giorno le mie piantine non solo sopravvivono ma si permettono anche di essere un tantino rigogliose.
Scrivo tutto ciò solo per arrivare a dire che non importa quanto sia nero il tuo pollice, "dentro" c'è sicuramente un anima verde, o rosa, o persino tutta d'oro!
...e dico pollice ma potrei dire cuore, o pensiero, o vita! 
I colori sono dentro di noi, basta crederci... e nutrirli!