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Viva la differenza quando comprendiamo che giusto o sbagliato non esiste.
Viva la differenza quando riusciamo a nutrirci delle idee diverse per arricchirci.
Viva la differenza quando ognuno di noi esprime un mondo, un modo: diventiamo complementari l'uno all'altro e ci miglioriamo a vicenda.
Viva la differenza quando sappiamo ascoltare sapendo di aver sempre qualcosa da imparare.
C'è un post che gira in questi giorni e che parla della necessità di imparare a stare soli, di bastare a sé stessi, di non scegliere la compagnia solo per la paura della solitudine... sacrosante parole, vero.
Vero sì... sì, ma.
Ma è vero anche che la solitudine una volta imparata e apprezzata ci può insegnare tutta l'arroganza del bastarsi e di come invece la vita si arricchisca grazie ad una rete infinita di interdipendenze, di conoscenze, di affetti.
Quello che credo è che la scuola della solitudine sia fondamentale proprio per questo, per insegnarci che la compagnia, la buona compagnia, non è una necessità animale ma una scelta.
Una scelta da fare col cuore prima di tutto perché la mente, una volta scoperto che ci si può bastare, scivola nell'arroganza della solitudine.
I sogni del mattino sono i più incredibili... storie improbabili si impastano con altre, largamente impossibili.
Cat Stevens e Leonard Cohen poi si contendono il mio telefono dando vita a una colonna sonora fin troppo reale per questo film sfilacciato e mi regalano un risveglio dorato, baciato dal sole.
E allora sveglia, e che il 1° Maggio abbia inizio!
Ogni tanto degustare il tempo può portarci piccole sorprese.
Lasciarlo scorrere, come acqua, come aria. Ascoltarlo.
Se in certe giornate riesci a lasciarlo scorrere liberamente, senza interromperlo continuamente con piccolezze di vario tipo, ecco che lui saprà ricompensarti.
Il tempo, a lasciarlo fare, ti sa regalare massaggi profondi, che partendo dalla nuca tesa arrivano alla mente e ci insinuano un'idea di smemoratezza...
poi scende giù, sul cuore, e ad una ad una, quasi senza farsi sentire, estrae tutte le frecce rimaste erroneamente lì.
Ecco cosa sa fare il tempo, a saperlo degustare.
I giorni di vacanza per me sono giorni di silenzio. Silenzio scandito da questa musica oggi.
Aspiro alla pace, fuori e dentro di me.
Fuori è fondamentale, per il mondo.
Dentro è in atto un conflitto, uno dei soliti.
Vorrei non doverlo soffocare nel nulla, come faccio tante volte per praticità.
Certo non vorrei neppure che una parte soccombesse all'altra senza combattere, senza avanzare decisamente le proprie ragioni.
Dovranno per forza confrontarsi, alzare la voce e spintonarsi ma poi dovranno far emergere una sintesi che comprenda entrambe le posizioni, non più quelle che hanno scatenato il conflitto ma quelle maturate dal conflitto stesso...
ecco sì, credo che quando si parla di "soluzione creativa dei conflitti" si intenda qualcosa del genere.
Questo vorrei imparare approfittando del silenzio di queste giornate, ma senza starci a pensare troppo sù, lasciando fluire lentamente respirando e sorridendo...
Tutto questo dentro, punto di partenza indispensabile per costruire una grande pace fuori.
Ormai è una parola da negare, dimenticare, affogare.
Ogni volta che diciamo ormai tutto il nostro corpo si ripiega su sé stesso e si abbassa un po' verso terra.
La mente fa anche di peggio, continua a ripeterselo e condiziona ogni atto alla rassegnazione.
Gli occhi si rigirano all'indietro, incapaci di guardare avanti.
Le mani divengono molli, incapaci di stringere, incapaci di determinare.
Conosco un trucco però per disarmare gli ormai...
li privo della m e della i e li trasformo in ora!
Ora sì!
Ora è il nostro momento, qualunque sia è qui, adesso!
Certo la primavera aiuta i risvegli, anche se tutto quel fermento un po' mi stronca.
Il risveglio di questa mattina però mi ha sorriso.
Merito credo di questi germogli che stanno manifestando la loro natura di "pale di cactus", Cactus Opunzia per la precisione... dalla tenerezza iniziale alla forza.
Certo a loro modo sono il frutto di un atto d'amore.
Grazie a te, per crederci sempre.