mercoledì 6 maggio 2009

impedimenti


Stavo già per cantar vittoria. Anzi pensandoci bene l'avevo già cantata.

Me ne andavo in giro avvolta ad uno schiacciasassi senza curarmi del fatto che in questo modo accecavo lui e me. E avrei continuato nella mia corsa cieca se un uomo dal marciapiede non mi avesse gridato di fare attenzione.

Così sono scivolata giù in fretta, giusto in tempo per lasciare lo schiacciasassi libero di correre verso uno dei tanti cantieri aperti giorno e notte. L'ho visto affiancarsi con delicatezza ad una ruspa e ho pensato che probabilmente lei era quella giusta. Non ho tanta simpatia per le ruspe. Niente di personale, solo quella cosa della erre seguita dalla u che mi resta piuttosto difficile.

Mi rialzo un po' stordita e cercando di capire il significato di tutto ciò, inciampo e finisco dritta dentro ad un tombino lasciato aperto.

Questa volta mi sa che il lieto fine non arriverà.

Invece controllo i danni e scopro che non solo non ho niente di rotto, ma che sono capitata dentro una casa. Per un attimo penso di stare sognando, o forse di essere morta. Sono nel giardino interno di una minuscola e deliziosa casetta, illuminata da un complicato sistema di specchi, costruita dentro ad una galleria cieca dell'acquedotto.

Immagino di dover aver paura.

Aspetto.

venerdì 1 maggio 2009

punti di vista

www.questipostidavantialmare.splinder.com


Sono ancora qui. Spalmata sull'asfalto, sotto lo schiacciasassi.

Ma non sto più male, anzi adesso che ha smesso di piovere comincio a vedere i vantaggi della mia posizione. Da qui sotto posso vedere la città al contrario. Devo sporgermi solo po', non troppo perchè così spalmata le mie dimensioni piane sono molto aumentate. A scapito di quelle tridimensionali.

Insomma sono restata qui sotto una settimana, proprio durante la pioggia. Mi sono lavata a fondo. Ho anche pensato di scomparire completamente, sciacquata via.

Ho visto moltitudini di piedi e gambe. Ma anche ruote di tutti i tipi e zampe.

E ho visto il rovescio dello schiacciasassi.

La sua solitudine nella pioggia mi ha intenerito. Così mi sono tesa al massimo, come una carta velina, e piano piano l'ho avvolto completamente.

Adesso è di nuovo tutto ribaltato. Ora sto sopra lo schiacciasassi, posso guardare lontano e lui non è più così solo nella pioggia.

venerdì 24 aprile 2009

stop

il mio angolo a Tra Le Pagine. Via Palermo 11, Milano

Oggi mi sono fermata. Dovevo uscire da sotto lo schiacciasassi e non sapevo come fare. Avevo consumato tutte le mie risorse. Energia, fantasia, aspettative. Come una mappina alla fine del teatrino.

Poi mi sono fermata, ho fatto ombra e acceso la radio. Astor Piazzola ha accompagnato il mio stop con la sua fisarmonica. E finalmente la tensione si è sciolta in commozione.

Insieme al pensiero della gratitudine per la bellezza dell'amicizia. Irriducibile.

martedì 21 aprile 2009

spiaggiata


Il mare restituisce sempre.

A volte ci mette un po' di tempo. Va giù molto in fondo, in profondità, Poi sale sù, in superficie. Ma è sempre mare. Sempre la stessa acqua, mossa da misteriose correnti vitali.

Recentemente alla mia spiaggia è arrivata una bottiglia che viaggiava da più di una vita. Ma il messaggio era intatto, pulito. Come fosse un discorso sospeso per un attimo e poi ripreso.

Così adesso ad ogni momento il mare mi porta ricordi che non sapevo di avere, ma che riconosco.

Grazie.

venerdì 17 aprile 2009

martedì 14 aprile 2009

acqua, luce, ombra.


Certe volte non cerco la luce.

Troppa luce e il sole là fuori mi mettono a disagio. Il mio animo oggi non è solare. Ha bisogno di ombra.

Ci metto un po' a capirlo. Penso anche che devo uscire, che ho solo bisogno di immergermi nell'acqua e nuotare.

Allora corro alla piscina, assaporando il piacere di scomparire sott'acqua per poi riemergere, di affidarmi completamente alle cure materne dell'acqua. Questo ieri, piscina chiusa. Poi oggi, nuovamente, piscina chiusa. Fine

Di nuovo a casa non mi resta che cercare l'ombra, oscurare gentilmente il sole. Quel tanto che mi consenta di vivere in santa pace la mia malinconia.

Perchè l'ombra non è altro che la parte di luce che non vediamo ma che ci consente di guardare oltre senza restare abbagliati.

Fine. Così va meglio. Per ora.

domenica 5 aprile 2009

sublime e quotidiano


Quando l'animo è in pace resta disteso sulla stessa linea.

Si bea di se stesso e si lascia cullare. A volte produce serenità. A volte solitudine. Nulla è cambiato, solo tu.

Le cose di ogni giorno possono logorare, corrompore, infeltrire. Stendere un velo opaco sul sublime fino a ridurlo a quotidianità.

Forse è inevitabile.

Eppure riesco a ricordare squarci di sublime nella nostra vita consumata e scaduta.

Oppure è la fantasia o il desiderio del bello che ci porta a sublimare la passione scomposta per renderla perfetta.

Ma la vita è Soku: qualcosa che è già qualcos'altro.

E con lei, noi.