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Certe notti me ne vado a dormire così stanca e felice da sentirmi dentro ad un sogno ancora prima di toccare il letto.
Faccio appena in tempo a pensare al benessere profondo che avverto quando vedo come le cose si dispongano in modo da realizzare i miei desideri, che già non sono più qui e il sonno mi porta in quell'altro mondo, quello lieve del riposo.
Certe notti arrivano i sogni, certe altre no. Solo uno stop profondo e rigenerante.
Certe notti invece capita che qualcosa mi svegli all'improvviso, come uno sguardo troppo insistente, come un pensiero scomposto, come una paura di non farcela.
Questa notte è stato lo sguardo insistente della luna piena, proprio nel mezzo del mezzo del mio cuore, a svegliarmi.
Di seguito poi è arrivato il pensiero scomposto, come un tarlo, ad insinuarmi la considerazione che stavo per caricarmi di un peso esagerato.
Così non mi è restato altro da fare che alzarmi, accettare la visita e affrontare la discussione.
Alla fine mettiamo ai voti e concludiamo : certe volte il gioco non vale la candela e il prezzo è troppo alto.
Meglio aspettare un momento più propizio.
E tornarsene a letto.
Uno dei privilegi della mia posizione, ampiamente compensato dall'assoluta mancanza di certezze, è il continuo cambio di scenario, sia davanti ai miei occhi che dentro la mia testa.
La cosa è oltremodo stimolante, anche se spesso faccio un po' di casino nell'inserire i dati nella cartellina giusta, tra le miriadi di cartelline aperte che vagano felici nel mio cervello.
Così capita che mentre cerco la giusta soluzione produttiva per i miei cioccolatini io mi imbatta in una serie infinita di frutti ... proprio mentre si stanno candendo!
Dalle mele ai chinotti, dal melone alla zucca, aromi e colori da lasciare i cioccolatini a bocca aperta per lo stupore...
Mantova, nel Palazzo infestato... Bisognerebbe guardare i gatti.
I gatti lo sanno sempre, per istinto, qual'è la prima cosa da fare, ed immancabilmente riguarda il proprio benessere, prima di tutto.
Anche quando si tratta di gatte intente ad esercitare le proprie sollecite attività materne, prima pensano a rimpinzarsi per benino.
Quando io sto bene le gambe si divertono a pigiare sui pedali, il cervello gira che è una meraviglia in sintonia con la pancia che ride felice, mentre il cuore si fa pongo per allargarsi in un abbraccio capace di comprendere anche quelli che farei finta di non vedere.
E per star bene a volte mi basta assecondare un pochino l'istinto, anche quando non sono sicura che sappia consigliarmi proprio la cosa giusta.
Ma so che oggi il mio istinto è stato felice.
La compagnia della pioggia è fondamentale per apprezzare tutti i vantaggi di una buona cuccia.
Sì, perchè una volta scesa dalla ruota ci vuole un po' di tempo per superare il mal di mare e rimettersi a camminare per bene.
Meglio lasciar passare il periodo di adattamento con cautela, magari limitandosi ad ascoltare ogni singolo e differente suono prodotto dalla pioggia.
Perchè la pioggia su di me ha questo grandioso effetto: mi parla, mi aiuta a capire e mi innesca nuove fantasticherie.
Così che la mia giornata si trova per incanto ad essere trasportata in un mondo lieve e anche un po' surreale ma molto, molto somigliante al mondo che so già mio...
Una giornata questa che ne contiene almeno un altra, così lunga e scombinata da lasciarmi esausta.
Esausta e stordita, con questo effetto di lana cotta nella testa che mi fa pensare ai postumi di una brutta sbronza di cui non ho più né pratica né memoria.
Eppure sto arrivando in fondo, anzi è già un'oretta che mi sento al traguardo, da quando ho varcato la soglia di casa.
Uff, non so come ma ce l'ho fatta. Mentre annaspavo senza vedere l'unica via d'uscita mi sono resa conto di esserne già fuori.
In realtà non c'è niente di diverso ma dopo due o tre giorni in cui correvo nella mia ruota da criceto, me ne sono semplicemente uscita.
E adesso... adesso mi sento una bellezza!
Sono i giorni della mia vacanza, se non proprio sull'isola dei miei desideri, più realisticamente all'Isola, dove tutto sommato vedo i miei desideri diventare i progetti che giorno dopo giorno sanno anche realizzarsi.
Mi prendo cura di quello che ho in questi giorni, a cominciare da me.
Cerco di non mettermi fretta, di non affannarmi nel tentativo ridicolo di far entrare in poche ore il lungo elenco di piccole e grandi cose rimaste lì.
Prendo tempo, respiro, mi domando cosa gradirei per il mio piacere, mi diverto e mi sorprendo con le risposte.
Infine assecondando il desiderio di qualcosa di vivo e di bello decido di comprarmi una pianta.
Così è arrivata Kentia, una presenza che scopro cambiare completamente la luce e l'aria della mia casa, ma anche qualcosa in me: sicuramente la considerazione che sono davvero tante le cose che non sappiamo di noi stessi e che questa vita è piena di piccole, piacevoli sorprese.
Pensavo di fare forca questa estate. Insomma dicevo, cosa mai avrò ancora da imparare da questo fiume?
Ma la mia compagna di banco, fiumarola fin dalla nascita, non ha voluto sentir ragioni. Lei e il suo cane mi hanno prelevato direttamente dalla portineria per consegnarmi un altra volta al Trebbia.
Direi proprio che ha fatto bene dato che questa sessione teneva in serbo l'insegnamento più importante.
Lungo il tragitto siamo state sottoposte a diversi test, tipo sparizione di strade e apparizione a sorpresa di nuovi paesaggi. Nient'altro che espedienti per introdurci nel vivo del tema di quest'anno: la trasformazione.
Quello che abbiamo ritrovato era esattamente lo stesso tratto di fiume dell'anno scorso: stesso luogo, stessi ciotoli e stesse piante a fare da cornice, ma contemporaneamente era profondamente mutato.
Sia il lago che l'isola su cui un ignoto bagnante si esercitava nell'Arte di Aspettare erano spariti. Anche l'acqua al primo assaggio sembrava un'altra, molto più tenera ed accogliente, meno mordente, ma cercando bene ecco che nascosto tra i flutti abbiamo ritrovato il nostro tapis roulant liquido, dove puoi nuotare per ore senza spostarti di un centimetro.
I ciotoli invece, che dapprima sembravano i soliti, inermi da tempo immemorabile, beh, loro osservati da vicino hanno dato la prova provata della vera essenza della lezione: erano tutti, nessuno escluso, rivoltati!