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Sentite anche voi questo bel silenzio?
Io me lo sto godendo da da alcune ore e concedendomi di esplorare la giornata al rallentatore aspetto che il silenzio faccia la sua operazione di pulizia come un piumino delicato sulla polvere...
sì, lo so che poi i granellini torneranno a posarsi poco più in là, ma è difficile credere che assumeranno la stessa posizione. Sarà dunque, comunque, una polvere nuova, una luce diversa, un ombra differente, un respiro di nuovo inizio.
Mi piace fermarmi a prendermi cura dei miei pensieri. Questa mattina quando mi sono svegliata ce n'erano un paio con una brutta cera che rischiavano di contaminare tutto il contenuto del mio cervello.
Adesso invece li posso vedere belli trasparenti, appena appena dorati dal sole che si è affacciato un attimo alla mia finestra per baciarli...
Mi allungo verso un obbiettivo: in linea retta, concentrata e impassibile,così almeno credo.
Succede invece che d'un tratto qualcosa mi distragga e mi faccia allungare le orecchie un po' da una parte, mentre con una mano cerco di tenere nella mente la strada appena iniziata, tanto da arrivare a visualizzarla e mi sembra quasi qui... e invece un attimo dopo non c'è più, e non c'è neanche la mano che nel frattempo ha risposto al telefono, solo che il numero era un altro e nel cercare di individuare il luogo da cui squilla le orecchie abbandonano la distrazione primitiva senza neppure aver cercato di capire di cosa si trattava, anche perchè nel frattempo sono le gambe che scappano via, salgono e scendono le scale senza poter ricordare il perchè, dato che il cervello è rimasto nell'altra stanza.
In tutto ciò, non so bene come si sono inserite queste righe, forse un monito, un avvertimento...mah
Tempo d'inverno con tanto di nebbia la mattina presto.
Con il muro lungo la ferrovia che sembra raccontare tutta la fatica dell'avanzare nel gelo controcorrente.
Cammino a testa bassa in questi giorni, faccio il mulo e cerco di non ascoltarmi.
Poi però esce il sole e l'aria mi sembra quasi pulita, i pensieri quasi distesi nella mente. Quasi. Ancora un po', un po' di forza, un po' di pazienza e la certezza che ce la posso fare, anche questa volta, anche meglio, sempre meglio.
La stanchezza cerca di farmi vacillare, mira alla gambe per abbattermi, mi fa tremare di freddo alla notte. Poi passa e io so di avere fatto un altro passo avanti.
Un piccolo passo di danza per celebrare la vita, la mia vita.

Anche se forse non ve ne accorgete pedalando stiamo facendo qualcosa anche per voi.
Lo so che tante volte vi facciamo innervosire ma il fatto è che non siamo noi i responsabili della scarsa qualità della vostra vita.
Provate a sognare una giornata un po' più lenta, più calma e più silenziosa.
Provate ad immaginarla nei minimi particolari e quando tutti i dettagli saranno al loro posto... regalatevela!
Una volta preso il vizio del silenzio, della calma e del benessere è difficile poi tornare indietro.
Siate gentili con i ciclisti, il nostro equilibrio è già tanto precario.
La domenica arriva lieve, come un balsamo, come una bacio, come un'Aspirina.
Mi domando come mai sono riuscita così bene a riempire d'impegni anche la mia terza vita, una vita nuova nuova che solo tre anni fa era così sgombra da farmi sentire l'eco dei miei pensieri dentro alla mia tana nascosta sotto al tetto.
La risposta arriva da se, fin troppo semplice.
Puoi cambiare luogo e vita innumerevoli volte, ma se non cambi te stessa profondamente i tuoi affanni ti seguiranno fedeli ovunque tu vada, chiunque tu dica di essere.
Allora oggi via libera alla nuova me, quella capace di rimandare a domani le cose noiose per vedere se magari diventano più belline, quella capace di scandagliare fino in fondo il suo animo per trovarci solo la sacrosanta voglia di celebrare la propria personalissima domenica nel non far nulla.
Silenzio, pioggia, casa. Piano piano con leggerezza.
Buona domenica!
Ogni tanto bisogna pur mettere ordine.
Faccio una scaletta, non so perchè ma è scritta di traverso, e comincio dal primo punto, il primo scalino.
Già ma il primo è in alto e quando si pensa ad una scala quello caso mai è l'ultimo gradino! Basta questa considerazione a mandare all'aria tutti i miei piani.
Allora lascio parlare la voglia, l'estro e la pigrizia. Ovvio che la terza è capace di metterli tutti a tacere e sta già per convincermi a lasciar perdere quando l'estro, silenzioso, mi mostra la sua scaletta: si regge su una gamba sola ed è così delicata da apparire fragile... ma è deliziosa e così armonica nella sua stravaganza che mi fa subito sorridere, e dietro al sorriso immancabilmente, arriva un nuovo punto di vista che mette le cose nel giusto ordine, o meglio nella giusta prospettiva, così da renderle innoque e piacevoli. Bene, ora non mi resta che cominciare!
Ecco, forse avevo bisogno di zingarare a lungo per ritrovarmi a questo punto.
Avevo bisogno di realizzare tante cose: quelle che passano un attimo sulle labbra, come un cioccolatino, come una parola od un sorriso, e quelle che invece vagano nei pensieri e parola dopo parola vanno a scrivere un romanzo o forse solo una favola.
Avevo bisogno di calore e abbracci, di parole e baci, di sorrisi e amicizia.
Avevo bisogno e non lo sapevo.
Pensavo quasi fosse arrivato il momento per adottare un gatto dato che in questa terza vita ancora non si sono visti.
Invece ho portato a casa Lievito.
Lievito è nato durante la vendemmia, ne conserva non solo gli aromi ma anche i sospiri e gli sguardi che fioriscono generosi anno dopo anno accarezzati dal vento e conditi dal mosto.
Lievito è vivo, va nutrito e accudito. E' già una presenza che profuma la casa e mi regala la voglia di fermarmi ad impastare, per stemperare tutte le emozioni che ho sottopelle, per dipanare ancora una volta i pensieri e i ricordi.
Grazie