skip to main |
skip to sidebar
I giorni di vacanza per me sono giorni di silenzio. Silenzio scandito da questa musica oggi.
Aspiro alla pace, fuori e dentro di me.
Fuori è fondamentale, per il mondo.
Dentro è in atto un conflitto, uno dei soliti.
Vorrei non doverlo soffocare nel nulla, come faccio tante volte per praticità.
Certo non vorrei neppure che una parte soccombesse all'altra senza combattere, senza avanzare decisamente le proprie ragioni.
Dovranno per forza confrontarsi, alzare la voce e spintonarsi ma poi dovranno far emergere una sintesi che comprenda entrambe le posizioni, non più quelle che hanno scatenato il conflitto ma quelle maturate dal conflitto stesso...
ecco sì, credo che quando si parla di "soluzione creativa dei conflitti" si intenda qualcosa del genere.
Questo vorrei imparare approfittando del silenzio di queste giornate, ma senza starci a pensare troppo sù, lasciando fluire lentamente respirando e sorridendo...
Tutto questo dentro, punto di partenza indispensabile per costruire una grande pace fuori.
Ormai è una parola da negare, dimenticare, affogare.
Ogni volta che diciamo ormai tutto il nostro corpo si ripiega su sé stesso e si abbassa un po' verso terra.
La mente fa anche di peggio, continua a ripeterselo e condiziona ogni atto alla rassegnazione.
Gli occhi si rigirano all'indietro, incapaci di guardare avanti.
Le mani divengono molli, incapaci di stringere, incapaci di determinare.
Conosco un trucco però per disarmare gli ormai...
li privo della m e della i e li trasformo in ora!
Ora sì!
Ora è il nostro momento, qualunque sia è qui, adesso!
Certo la primavera aiuta i risvegli, anche se tutto quel fermento un po' mi stronca.
Il risveglio di questa mattina però mi ha sorriso.
Merito credo di questi germogli che stanno manifestando la loro natura di "pale di cactus", Cactus Opunzia per la precisione... dalla tenerezza iniziale alla forza.
Certo a loro modo sono il frutto di un atto d'amore.
Grazie a te, per crederci sempre.
Pare che dal mio famigerato pollice nero stia emergendo un timido pollice verde.
E' vero che negli ultimi anni ho assassinato 3 kentie, una mimosa e svariate piantine di cui non sono stata nemmeno capace di imparare il nome, vero ma...
sembra che a partire proprio dal primo gennaio, quando un ciclamino, peraltro color ciclamino, ha voluto omaggiarmi di una fioritura inaspettata sulla finestra della cucina, beh da quel giorno le mie piantine non solo sopravvivono ma si permettono anche di essere un tantino rigogliose.
Scrivo tutto ciò solo per arrivare a dire che non importa quanto sia nero il tuo pollice, "dentro" c'è sicuramente un anima verde, o rosa, o persino tutta d'oro!
...e dico pollice ma potrei dire cuore, o pensiero, o vita!
I colori sono dentro di noi, basta crederci... e nutrirli!
Mi alleno nell'arte di escludere la mente. Voglio resettare ogni pensiero e privarmi di ogni facoltà connettiva... almeno per un po'!
Voglio provare ad ascoltare/sentire senza il filtro di una mente impicciona e saccente.
Voglio mandare in vacanza il cervello in un luogo remoto, senza mezzi a disposizione per tornare a casa.
Perchè lui è tenace e furbo: se mi limito a chiuderlo in un cassetto ecco che dopo un attimo salta fuori e mi torna a molestare, stacco la spina e lui mi si riconnette wireless...
Mi costringe a pensare, ma non è questo il peggio, mi costringe a pensare in un certo modo, nel suo modo.
E il modo di un cervello è sempre quello, un po' razionale se è di quella natura, ma più spesso in modo petulante, basandosi cioè sulle esperienze vissute, passate e probabilmente mal digerite.
Certo l'allenamento è impegnativo ma sono convinta che presto il mio muscolo del vuoto saprà prendere il giusto spazio.
Tornando a casa quando è buio l'odore è già quello delle sere d'estate.
Stasera però ho negli occhi i colori di Ivano ma non solo.
Pedalo piano pensando a quanto possiamo fare per rendere la nostra vita un'opera d'arte.
Quanto più la salita è dura quanto i colori sono vivi, vitali di una vita propria, o forse di noi.
Ci vuole tanta forza certo, bisogna andarla a stanare proprio lì, nel nostro centro.
Credo proprio che ci sia questo dentro a questi colori.
Grazie Ivano!
non è un gran momento. Non completamente certo, anzi per molti aspetti è davvero un gran momento.
Non è un un gran momento per il modo in cui mi lascio frullare da cento cose diverse perdendo continuamente il mio baricentro.
Vale a dire io, me medesima.
Smetto, a volte per ore, a volte per giorni interi, di essere padrona di me. Annaspo e seguo l'onda semplicemente per non affogare. Passioni scomposte mi costringono a proseguire a zig zag.
Cerco di mettere ordine ma loro giustamente si ribellano. Dicono che il disordine, la sorpresa, l'inaspettato sono aspetti indivisibili della passione stessa. Tocca viverli, oppure rinunciare.
Ed è così che mi convincono che questo in realtà è un momento fenomenale, ricco di imput e di profumi che sarebbe un peccato non seguire anche solo per un istante.
Resto nel frullatore, nel mio disordine di caleidoscopio. Procedo provando, sperimentando, assaporando.
Poi, ne sono certa, qualcosa di fantastico ne verrà fuori.