sabato 15 novembre 2014

il dentro e il fuori


foto Leo Torri

Nel rispettabile esercizio quotidiano di equilibrio-saggezza-bontà, spesso prendo degli scivoloni.
Sì, ci sono giorni in cui mi si risvegliano un sacco di intolleranze... 
Allora capisco che è il momento di guardare dentro, cercare la penombra rigenerante, il silenzio, il vuoto. 
Vuoto assoluto.
Immagino di essere in una grotta al centro della terra. Cerco il cuore pulsante ma lo confondo con il mio battito.
Poi percepisco una tonalità diversa
poi dieci e diecimila ancora. 
Per primo mi arriva il suono della pietra con la pulsazione dell'acqua, poi il respiro delle piante ad una ad una, con ogni singolo filo d'erba, poi si fa vivo il regno animale, con prepotenza, tutto, umanità compresa.
Umanità intera e complessa, schierata in tutta la sua diversità e bellezza.
E allora mi vedo e mi sento. 
Sento tutta la forza del legame, la rete a cui anch'io appartengo,  parte della complessità, diversità, bellezza.
Appartengo sì, uguale-diversa.

lunedì 20 ottobre 2014

touchè



È una vera meraviglia, qualcosa che mi stupisce prima ancora di rallegrarmi. 
Poi certo mi rallegro, perché oggi l'essere toccata è una vera squisitezza, un boccone prelibato e raro, l'infrangersi improvviso di uno stato inerme.
Grazie, grazie alla vita...

lunedì 13 ottobre 2014

io e il cioccolato


Torno, ritorno, torno in me.
Il primo fine settimana di produzione, silenzioso e solitario.
Io e lui. Come ritrovare un vecchio amico.
Con quella sfumatura di sensualità che pochi amici possono vantare, quel conoscersi a fondo che torna anno dopo anno, dopo lunghe assenze, quel sentirsi subito a proprio agio, capirsi ancor prima, senza bisogno di raccontare. 
Quel sapersi già e stupirsi sempre.
Solido e fluido, amaro ma dolce. Unico.
Certo è una bella fortuna averlo incontrato.

mercoledì 24 settembre 2014

tanto




Manco da tanto. Quanto tanto? 
boh non so, dipende.
Manco e mi manco, nel senso forse che sbaglio la mira.
O, più semplicemente, mi mancano i miei momenti qui.
Già perché entrare qui e avere qualcosa da scrivere
o avere voglia di scrivere qualcosa.
Pensare che sia importante scrivere qualcosa
o che sia importante quel qualcosa che si vuole scrivere.
Non è proprio la stessa cosa.
Quello che penso oggi, proprio in questo momento, è che va bene ogni cosa purché sia fatta con coscienza e passione.
Qualunque cosa sia.
Non è il fatto in sé. 
È la nostra partecipazione, la qualità della nostra partecipazione, che rende un  piccolo-semplice-innocuo fatto o gesto o scritto o pensiero, assolutamente e squisitamente unico.

domenica 10 agosto 2014

cielo


Mi siedo e aspetto
guardo il cielo e respiro.
Cielo bianco, bianco e basso.
Respiro e aspetto.
È cielo.
A prescindere.

giovedì 7 agosto 2014

vuoto a perdere



o meglio perdersi nel vuoto.
Vuoto poi si fa per dire perché veramente l'aria è bella piena. Così piena da non lasciare entrare nulla.
Ed è così che nasce il vuoto, vuoto di nuovo, vuoto di bello, vuoto di leggerezza.
Il fatto è che ci sono pensieri un po' ingombranti che si prendono tutto lo spazio.
Mi domando cosa posso fare cercando le mie energie migliori, cercando di essere lì, dove fa male, dov'è il conflitto, la ferita, la disperazione.
Fino a sentire di poter essere io stessa la voce delle parole che non riescono a farsi sentire, parole di pace soffocate dal fuoco, parole di speranza, ovunque ...

"La strada non c'è.
Da qui in poi speranza.
Mi manca il respiro,
da qui in poi, speranza.
Se la strada non c'è,
la costruisco mentre procedo.
Da qui in poi, storia.
Storia non come passato, ma come tutto ciò che è".

Ko Un da "Song for Tomorrow", 1992

lunedì 4 agosto 2014

nel vuoto


Da principio, appena fatto silenzio e buio, non distinguevo un granché.
Sentivo che si era creato più spazio e che l'aria aveva ripreso a fluire nel cervello ma questo semmai aveva solo messo in luce un senso di vuoto più grande di quanto potessi sospettare.
Ma avevo deciso di crederci, nel mio cervello voglio dire.
E oggi finalmente li ho visti. Alcuni chiaramente, altri solo un'intuizione.
Così ho ricominciato a riannodare i fili della mia fantasia. Fili diversi, di svariate materie e colori.
Alcuni sono sporchi di cioccolato e restano un po' indietro paurosi come sono del sole d'agosto.
Altri, sanguigni e carnali attraversano il cuore ed escono vittoriosi dall'altra parte.
Altri ancora sono dorati e leggermente luminosi, piuttosto seducenti, corrono appena sottopelle e sfiorano i sensi sfidandoli ad aprirsi.
I più complessi fanno giri contorti, passano dal cervello, toccano tutti gli interruttori e accendendo lucette qui e la, fanno venire la voglia di ballare, per poi scendere giù in picchiata diretti al cuore, passarlo da parte a parte e legarlo stretto. 
E questi ultimi sono sublimi, rari e pericolosi. Andranno riannodati con cura, ad uno ad uno.