il momento in cui il sole entra nella mia stanza mi aggiusto nella porzione esatta di spazio per averlo sulla pelle per un delizioso leggero sonno un pisolino insomma alcuni minuti o poco più fino a quando lui non si stancherà di baciarmi
Cosi sono scivolata dentro all'anno nuovo quasi senza accorgermene Senza scrivere parole Senza fotografare nuovi istanti di mari o di tramonti di luci e cibi di colori e sapori semplicemente così... naturalmente. Mi sento triste per questo? Oh no, nient'affatto!
L'arte della pazienza non ha nulla a che fare con il sopportare anzi, non prevede nemmeno un uff... È solo prendere la strada più lenta, che non è quella che arriva dopo ma è la panoramica. Insomma, l'arte della pazienza è quella di godersi il viaggio, qualunque sia. Per questo mi piace camminare, sognare e fare i cioccolatini.
Scuola del fiume 3 Reinventarsi di sana pianta ogni giorno. Dimenticare l'esperienza del giorno prima per trovare una nuova strada. Intatta, come appena dopo una nevicata. Non abituarsi a nulla, non all'amore e neppure al disamore. Resta in silenzio, ascolta, cerca...
Alla fine l'ho fatto. L'ho lasciata. Abbandonata. Erano mesi che ci giravo intorno ma non sapevo come fare. Pensavo ancora che forse avremmo potuto recuperare, superare la crisi e scoprirci più innamorate che mai. Ogni giorno però il distacco cresceva. Ad un certo punto l'ho anche liberata, niente più lucchetto, che poi era anche assurdo: un ridicolo lucchetto viola che non poteva certo dissuadere un onesto ladro di biciclette. Ma lei no, lei non se ne voleva andare. Ogni mattina me la ritrovavo pronta sulla rastrelliera: rimasta lì, anche senza essere chiusa, mentre altre pur dotate di Kryptonite, avevano già preso il volo. Le dicevo: " vai, fatti una vita tua, lasciati andare, fatti prendere..." ma lei no, lei resisteva. Mi aspettava. Pensava, con quel suo cervello cigolante e arrugginito, che forse, se si fosse dimostrata capace di aspettarmi, prima o poi sarei rinsavita, superando quella stupida infatuazione per i miei piedi e tornando in sella. Invece hanno vinto loro, i miei piedi, dimostrandole che non si trattava di semplice infatuazione ma di Vero Amore. Con loro vado dappertutto, che piova o ci sia il sole, anche con la gonna stretta. Qualche volta saliamo su di un tram di corsa e per un tratto restiamo semplicemente a guardare. Loro mi seguono - o mi precedono?- in silenzio su e giù per marciapiedi, mostrando a volte segni di contenuta intolleranza quando si trovano a condividere il loro spazio appena conquistato con centinaia di ruote... Saranno stanchi penso mentre mi portano su per le scale alla fine della giornata. Sì, stanchi ma felici, se la godono sotto la doccia, liberi e senza lucchetto.
Scrivo, dopo tanto tempo scrivo questo post. Veramente non ne avevo ne idea ne intenzione. Sono stati loro, mi ci hanno tirato dentro per i capelli. Loro abitano la mia casa, mi fanno il bucato, mi fanno luce quando leggo, mi fanno pedalare in giro quando non ho voglia di camminare e mi fanno anche il caffè. Loro non hanno un anima, o almeno così credevo, fino ad oggi. Oggi mi devo ricredere, loro sono animati, animati da un'anima perfida e perversa. Non solo: fanno comunella tra loro e quando uno decide di giocare a fare il morto gli altri si suicidano all'improvviso, annegando o facendosi esplodere. Dipende. Ora mi siedo, prendo un libro cartaceo e molto solido e leggo solamente, sto ferma e li ignoro. Chissà che domani tutto non torni a funzionare e che l'insano pensiero parallelo che questi sono gli effetti collaterali di una vita solitaria smetta di darmi noia.