martedì 29 dicembre 2009

al faro


Certo che può sembrare un posto inospitale un faro d'inverno.

In realtà è il posto più intimo che conosco. Dentro è anche caldo e silenzioso.

Persino il mare sembra tacere quando è circondato dalla neve.

In questi giorni cerco di mettere ordine nei miei pensieri. Per farlo ho deciso di adibire una stanza a cervello. E' una stanza circolare, con un bel tavolo di castagno e scaffali tutt' intorno.

A poco a poco svuoto la testa e spiego le idee sul tavolo. Le lascio lì in disordine, abbastanza in vista per tornarci sopra facilmente.
Loro tendono ad essere un po' appiccicose e si staccano a fatica. Ma penso che in qualche giorno avrò la meglio e quando la testa sarà libera potrò vedere le soluzioni che ora sembra non esistano.

Così alleggerita vado a nuotare.

C'è un passaggio segreto che dal faro mi porta in una vecchia piscina termale, ormai in disuso. Qualcuno ha deviato il corso dell'acqua per portarla ad uno stabilimento moderno. Qui è rimasta la vecchia vasca, nascosta in una specie di grotta naturale decorata con piccole pietre, conchiglie e vetrini. E' un luogo incantato e assolutamente poco frequentato. L'acqua non è più molto calda ma per nuotare è perfetta.

Nuoto. E nuotando penso che anche il cuore ogni tanto va svuotato. Bisogna liberarlo da ogni rancore e da tutti i rimpianti.
Anche la malinconia e la nostalgia andrebbero smaltite. Lo so, questo dispiace un po'.
D'altra parte se non mi decido a fare pulizia è difficile che un nuovo amore trovi spazio.

Nessun commento: