sabato 21 dicembre 2013

Calma



e infine la calma è arrivata.
Ho spento il frullatore e facendo attenzione a non ferirmi con le lame, mi sono arrampicata fino al bordo e ho sollevato il coperchio.
Fuori mi aspettava la calma.
Ma non una calma piatta presagio di catastrofi. Mi aspettava una calma piena di musica, emozioni e profumi. 
Una calma straripante di sensazioni, proprio una calma sensazionale!
Sì, vero, qualche cioccolatino ancora qui e là che zampettava, qualche lavoretto da terminare, ma senza fretta, con calma appunto.
E poi i piedi: i miei piedi da stamattina hanno voglia di ballare, chissà forse sarà colpa delle ballerine d'oro scovate chissà dove, già perché io non so ballare. 
O perlomeno così credevo, ma sembra che a loro non importi: i miei piedi ballano malgrado me. 
Dovrò imparare a seguirli, prima o poi, può darsi che mi portino da qualche parte che non riesco ad immaginare...


mercoledì 27 novembre 2013

Senza un computer...



Occorre, o perlomeno mi occorre, un silenzio quasi assoluto per poter ascoltare i bisbiglii dell'intuizione, per non correre dietro affannata alle cose da fare e metterle invece in fila dietro di me. Una fila un po' scomposta certo, disordinata, pronta a scavalcarmi per costringermi a rincorrerla in ogni direzione.
Mi occorre anche un bel buio di velluto blu, assoluto e avvolgente per poter vedere con chiarezza tutti i colori di quell'unico delizioso e potentissimo raggio di luce. Così luminoso eppure così invisibile alla luce!
Mi occorre tutto questo in certi giorni magici in cui il tempo e' al mio servizio e lo spazio e' solo un foglio su cui dipingere/scrivere/immaginare.

sabato 26 ottobre 2013

abitudini


Le abitudini sono rassicuranti, sono scarpe un po' sformate con cui è più facile camminare.
Le abitudini sono comode anche perché costringendoci a guardare sempre dallo stesso punto di vista ci evitano domande, delusioni e dolori.
Ci evitano anche salti in avanti, batticuori inaspettati e deliziosi voli nel vuoto. Ci evitano, a volte, profonde e geniali intuizioni.
Così ci si abitua all'amore ma anche al disamore, che poi forse sono l'uno la conseguenza dell'altro.
Ci sia abitua a pedalare al punto che una settimana senza bici ti stronca.
Ci si abitua a scrivere i propri pensieri su un blog e poi a volte ci si abitua a non scriverli più, un po' per pigrizia un po' per rivendicare la propria libertà.
Ci sono cose però, credo si chiamino emozioni, che vanno al di là delle abitudini, che per quanto ignori, neghi, dimentichi, sanno venire a turbarti, ad invitarti dolcemente a riprendere un discorso interrotto.
Che si tratti di scrivere, leggere, amare, parlare, assaggiare o cucinare. Purché sia un'emozione.

lunedì 23 settembre 2013

imparando




La prima a stupirsi sono io.
Sì, le cose della vita incidono segni su di me, operano trasformazioni, mi rendono più forte.
La cosa singolare è che un pochino mi dispiace, è un po' come se tradissi me stessa, o meglio la mia cocciutaggine nel considerare inevitabile una certa dose di dolore. 
Come se la leggerezza che ho acquisito,  pagandola fino all'ultimo centesimo, fosse una forma di superficialità, un fondo di magazzino da bancarella scambiato invece per un pezzo di haute couture.
Ma poi mi guardo, misuro la sostanza del mio stato, confronto i muscoli del cuore con quelli della mente, prendo atto della loro superiorità, e mi convinco a vivere felicemente nella mia odierna leggerezza senza farmi altre domande.

martedì 10 settembre 2013

Riflettendo


"Gli specchi dovrebbero riflettere un attimo prima di riflettere..."
Proprio vero sì. Ma quello che imparo ogni giorno è che nessuno dovrebbe mai riflettere da solo.
Le cose fondamentali su noi stessi le possiamo percepire al meglio quando riusciamo a vederci riflessi negli occhi di un altro.
E viceversa... e questo di per sé è un bel fatto.
Quello che però più di ogni altra cosa mi colpisce, mi rallegra e mi da' una forza da leone è che ogni ferita rimarginata, ogni segno del tempo, ogni ricordo di una grande fatica, disegnano un ricamo unico e bellissimo per ognuno di noi: perché ognuno, vivendo, possa trasformare la sua stessa vita in un' opera d'arte. Unica e bellissima.
Grazie,  a tutti gli sguardi che mi fanno riflettere.

giovedì 15 agosto 2013

Invasioni



Certi giorni mi trovo ad essere spettatrice inerme di uno strano fatto: la mattina mi invade il pomeriggio.
Avanza adagio, ora per ora, elargendo dosi massicce di pigrizia e mollezza. 
Niente male davvero, mi ritrovo sull'orologio come su di una giostra, faccio il giro completo e ancora un po' pagando un solo biglietto...
Devo farlo mi dico, anzi posso, ecco vedi, l'ho già fatto! 
Non c'è niente di meglio che scombussolare un po' i tempi, aiuta a cambiare punto di vista, rivela nuovi sguardi, offre riflessioni inedite.
E quando infine mi decido ad attraversare tutto ciò per uscirne, scopro un'aria così dolce che mi fa venire voglia di spalmarmela addosso come un vestito e uscire a festeggiare, perché oggi è ferragosto e il meglio dell'estate deve ancora venire, anzi sta arrivando, ecco vedi, è proprio qui!

mercoledì 14 agosto 2013

baricentro



Per trovare il tuo centro certe volte devi arrivare in fondo al pozzo.
Solo dopo averlo percorso interamente, dopo aver sentito sulla tua pelle e nelle ossa, il caldo diventare freddo e poi ancora caldo, ecco che arrivata lì, puoi spostare il baricentro: levare quel palo dalla mente, che tanto è capace solo di girarci intorno, e appoggiarlo sul cuore, il posto suo, l'unico in grado di reggerne il peso e permetterti di raddrizzarti.
Ecco così!